Il primo strumento elettronico fu il Clavecin Electrique (costruito dal gesuita Jean-Baptiste Delaborde, in Francia (nel 1759!)): una specie di carillon controllato da una tastiera nella quale le campane venivano percosse tramite
elettricità statica; purtoppo non riscontrò molto successo.
Per la realizzazione di strumenti musicali elettrici bisogna aspettare il XX
secolo. Uno dei primi pionieri e costruttori fu Thaddeus Cahill, il quale ideò
il Telharmonium. Nel costruire lo strumento elettronico, Cahill pensò che la
musica elettronica potesse essere portata e/o convogliata in tutte le abitazioni tramite la connessione telefonica. Il Telharmonium era una macchina
elettromeccanica in grado di produrre cinque ottave di contenuto armonico
variabile (a imitazione dei diversi toni orchestrali). Il nucleo principale delle
operazioni elaborate da questa macchina consiteva in una sintesi additiva
comandata da due tastiere. La particolarità (e forse il grosso neo della macchina) era che per produrre suono, bisognava alimentarla con circa 10000
watt di potenza: il peso del Telharmonium raggiungeva così le 200 tonnellate. A causa di difficoltà economico-legali e dato che le onde prodotte dal Telharmonium interferivano con le chiamate telefoniche, il sogno di Cahill (che aveva fondato
tra l’altro la New York Electric Music Company) svanì nel 1911.
Altri strumenti musicali che emettevano suono grazie all'elettricità furono ad esempio il Theremin (1924), il Dynaphone (1927-8), le Onde Martenot (1928) e il Trautonium. La maggior parte di questi strumenti era a tastiera: emettevano un singolo output e avevano in certi casi controlli supplementari per il volume (come pedali o leve). L'unico che non era controllato da tasti era il Theremin: questo consisteva infatti in due sensori/antenne (posizionati perpendicolarmente tra loro) che consentivano di modulare l'ampiezza e il timbro tramite l'avvicinamento e/o l'allontanamento delle mani dell'esecutore (queste modificavano l'intensità del campo elettrico emesso dalle antenne). Nel 1931 fu inventato anche il Neo-Bachstein Piano che sfruttava speciali pick-up per catturare le vibrazioni. Questo strumento è il padre della chitarra elettrica moderna.
Molti compositori all’inizio del XX secolo speravano che la tecnologia
potesse conferire loro nuove sonorità musicali. L’interesse non risiedeva nell’imitazione, piuttosto nell’andare oltre ciò che già esisteva. Uno dei primi
teorici a discutere la necessità di un espansione della scala cromatica e quindi
di nuovi strumenti musicali, fu Ferruccio Busoni. Tra i compositori che si cimentarono con questi nuovi strumenti troviamo Hindemith, Honegger, Koechlin, Milhaud e Messiaen.