Uno dei primi compositori di musica elettroacustica fu l'ingegnere francese Pierre Schaeffer. Annunciatore per la Radiodiffusion Française (RF), nel 1942, durante l'occupazione delle truppe tedesche, fondò a Parigi un piccolo studio di ricerca sonora. Dapprima chiamato Studio d'Essai, venne ribattezzato nel 1946 Club d'Essai e servì a sperimentare e a costruire suoni per la radio e per la composizione musicale.
La caratteristica principale dell'approfondimento sonoro di Schaeffer fu l'uso di registrazioni di rumori come ingredienti per la composizione. Questo nuovo tipo di musica venne definito dallo stesso Schaeffer con il termine Musique Concrète.
La fortuna della Musique Concrète è legata alla particolare coincidenza di presupposti tecnologici (lo sviluppo delle tecniche di riproduzione e la crescente capacità di manipolazione delle tecniche di riproduzione) e sociali (l'accresciuta importanza della radio come mezzo di comunicazione, la necessità della costituzione di una drammaturgia radiofonica e la progressiva accettazione del suono riprodotto) del tempo. L'estetica della Musique Concrète emancipa il rumore e porta nel contempo l'attenzione del compositore sull'elaborazione del timbro sonoro. In questo senso viene rivalutato l'objet sonore come elemento primordiale del più elaborato objet musical.
Le prime composizioni che utilizzarono solo suoni registrati, furono cinque brevi studi, tutti composti nel 1948:
- Etude aux Chemins de Fer che usa come palette sonora i suoni della locomotiva a vapore e può considerarsi un primo approccio alle tecniche sopracitate;
- Etude aux Tourniquets che usa suoni di coperchi e di strumenti a percussione. Questo studio approfondisce l'interazione tra ritmo interno dell'oggetto sonoro e ritmo imposto, e le possibilità tematiche e lineari (tecniche canoniche, antifonali, etc.) di brevi cellule caontenute negli oggetti sonori;
- Etude aux Piano I (Violette) che introduce per la prima volta oggetti sonori tratti da uno strumento musicale (il pianoforte, suonato da Pierre Boulez) e ne approfondisce l'elaborazione temporale (suoni rovesciati, elisione degli attacchi, etc.);
- Etude aux Piano II (Noire) che estende l'elaborazione degli oggetti sonori agli aspetti inarmonici del timbro ed alle sonorità collaterali sino ad un completo snaturamento degli oggetti in sé;
- Etude aux Casseroles (Pathétique) che usa suoni di barche, pentole, voce, armonica e piano. Questo studio è il più sofisticato della serie: prende in considerazione la dimensione fisica dell'oggetto sonoro e ne elabora la musicalità nascosta.
In queste composizioni, denominate successivamente dallo stesso Schaeffer Les Incunables, il rumore viene considerato a tutti gli effetti uno strumento musicale; questa rivalutazione del rumore come strumento musicale era stata anticipata dal movimento futurista (Lo stesso Schaeffer si rifà nel suo diario a "Luigi Russolo come precursore del montaggio di rumori radiofonico".).
Per comporre Les Incunables, Schaeffer utilizzò dei dischi di cera con solchi chiusi (per costruire loop). Le uniche variazioni possibili erano l'accumulo di segnali sugli stessi dischi di cera (utilizzando la ri-incisione) e la variazione della velocità dei fonografi. Gli anelli (o loop) limitavano le registrazioni dei suoni dal punto di vista temporale e aggiungevano rumore alle operazioni di overdubbing; ovviamente anche la velocità dei fonografi aveva un limite: questo si traduceva in una limitata possibilità di trasposizione in ambito tempo-frequenza.
Dopo aver riscontrato un buon successo con una trasmissione radiofonica degli Etudes (il cosiddetto Concerts de Bruits), Schaeffer riuscì ad affiancarsi alcuni giovani collaboratori, tra cui Pierre Henry e Jacques Poullin.
Nel 1951 lo studio fu ribattezzato Groupe de Recherche de Musique Concrète e attirò da subito molti compositori, tra cui André Hodeir, Pierre Boulez, Olivier Messiaen, Karlheinz Stockhausen, Michel Philippot, Pierre Henry ed Edgar Varèse (dove compose alcune parti del nastro di Dèserts).
Nel 1958, dopo essersi distaccato dal primo studio, Schaeffer - con Luc Ferrari e François-Bernard Mâche - ne costituisce un altro, detto Groupe de Recherches Musicales (GRM). A quest'ultimo fece parte anche Iannis Xenakis, il quale compose qui, tra le altre cose, Concret PH (1958).




